In una relazione sentimentale è meglio essere in pace o avere ragione?

Astenersi dal far valere le proprie ragioni a tutti i costi e creare prima intimità è una delle cose più efficaci per avere un matrimonio felice

È stato detto molte volte e in molti modi che se sei in una relazione intima devi costantemente porti la domanda: “Voglio avere ragione o voglio essere in pace in questa situazione?”

Perché l’insistenza sull’avere ragione ostacola l’intimità.

L’autore di un libro intitolato “Communication Miracles for Couples”, Jonathan Robinson, dice qualcosa di molto interessante in quel libro (purtroppo non esiste una versione italiana del libro): “La cattiva notizia è che, se vuoi una relazione felice e amorevole, dovrai rinunciare a qualcosa: la tua insistenza sull’ avere ragione. Quando insisti di avere ragione, ciò che comunichi indirettamente al tuo partner è che lei o lui ha torto. Semplicemente non puoi insistere sull’avere ragione (che è una forma di accusa) e avere intimità allo stesso tempo. Credimi, ci ho provato. È come cercare di avere contemporaneamente il buio e la luce nella stessa stanza. La buona notizia è che, se sei disposto a lasciar andare le tue ragioni puoi facilmente sperimentare un livello molto elevato di amore, armonia e appagamento nella tua relazione “.

Attaccare e accusare le persone con cui si ha una relazione crea separazione mentre se si sceglie di essere in una condizione di amore e pace e di lasciar andare la necessità di avere ragione si crea intimità .

Quando scegliere di essere in pace e in una condizione di amore piuttosto che nel giusto è complicato

Nel mio caso particolare applicare questo principio è particolarmente complicato. Io sono sposato con una filippina e, un occidentale sposato con una donna che viene da un paese in via di sviluppo, è fondamentalmente sposato con una donna che gestisce la sua vita secondo la stessa mentalità che è responsabile del fatto che il suo paese si trova in una condizione di arretratezza socio-economica.

La mentalità filippina è caratterizzata da molti aspetti che ostacolano il progresso del paese e, ad essere onesti, anche il progresso socio-economico di molti filippini che vivono in paesi più sviluppati. È quindi inevitabile che il coniuge occidentale si senta di essere dalla parte della ragione in tutte quelle situazioni (tipo la gestione del budget) in cui la mentalità del coniuge che viene da un paese meno sviluppato rischia (tra virgolette) di “fare danni”.

Come nel caso del matrimonio multietnico, molti altri matrimoni possono essere caratterizzati da situazioni in cui uno dei due coniugi può obiettivamente avere “ragione” in determinate situazioni (ad esempio se l’altro partner si mostra irresponsabile nella gestione del denaro, è incline a fare debiti, fuma, beve ecc.) e, pertanto, questo consiglio, che spesso si trova nei libri che parlano di relazioni, di preferire il ‘volemose bene’ all’avere ragione, può sembrare irragionevole e difficilmente applicabile.

Del resto non è forse vero che il vero amico e compagno è colui che aiuta il partner a migliorarsi? Non è forse vero che se io entro in una relazione devo creare valore aggiunto e aiutare il mio partner a diventare una persona migliore? Se chiudo un’occhio su cose che non vanno nel mio partner in nome del ‘volemose bene’ che contributo sto dando alla sua vita?

Perché un tono accusatorio rende la comunicazione nel matrimonio inefficace

Jonathan Robinson continua il suo ragionamento dicendo “il fatto di sentirsi dalla parte della ragione può gradualmente insinuarsi nell’intero modo in cui le coppie parlano tra loro” e questo è il punto: scegliere di essere in pace piuttosto che avere ragione non vuol dire ‘volemose bene’ e chiudere gli occhi di fronte a situazioni che vanno corrette ma semplicemente rendersi conto del fatto che essere costantemente focalizzati sulle proprie ragioni e sui torti del partner crea emozioni negative che portano poi a comunicare con un tono costantemente accusatorio che non porta da nessuna parte e produce, come unico risultato, quello di chiudere la mente del proprio coniuge.

Cosa significa realmente scegliere di essere in pace piuttosto che avere ragione

Nel mio caso particolare, almeno come io ho capito il concetto e come io sto cercando di applicarlo, rinunciare alle mie “ragioni” in favore della pace e dell’intimità vuol dire coltivare la capacità di aiutare il coniuge a crescere e adottare degli standard leggermente più da “primo mondo” senza usare un tono di accusa, che renderebbe inefficace il modo in cui dico le cose che devono essere dette e chiuderebbe la mente della mia moglie straniera e la renderebbe ancora più radicata nelle abitudini che io considero poco costruttive, tanto più perché i filippini sono un popolo particolarmente incline a chiudere la loro mente quando sentono che qualcuno gli sta facendo la predica.

Quindi, come marito italiano di una filippina, sono giunto alla conclusione che, indubbiamente, la mia responsabilità è quella di essere il vero amico che tira fuori il meglio dalla sua moglie straniera e l’aiuta a separarsi dagli aspetti della sua cultura e mentalità che ostacolano il suo progresso come persona. Sento di avere la responsabilità di aiutare mia moglie a fare ciò che è giusto, ma devo trovare un modo per farlo venendo da una posizione di amore, intimità, connessione e ‘rapport’ e prestando particolare attenzione al modo in cui comunico la cosa che, a mio avviso, mia moglie dovrebbe cambiare.

Dale Carnegie nel suo libro “Come trattare gli altri e farseli amici” scrisse che “se vuoi raccogliere il miele non devi dare un calcio all’alveare”.

Quindi, lungi dall’essere un invito a chiudere gli occhi di fronte a problemi seri del coniuge e gestire le situazioni alla ‘volemose bene’, il principio di cercare di essere in pace piuttosto che avere ragione vuol dire coltivare l’arte di far valere le proprie (oggettive) ragioni venendo da una posizione di apprezzamento, empatia, amore e intimità e rendersi conto che cercare di convincere il proprio coniuge a fare la cosa giusta attaccando, incolpando, offendendo e insultando non produce risultati.

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