Il matrimonio multietnico: una grande opportunità per uscire dalla zona di comfort

Il matrimonio multietnico mette a dura prova la capacità di un essere umano di allargare i propri orizzonti ma se si è disposti ad accettare la sfida questo tipo di matrimonio può dare notevoli soddisfazioni

Uno dei metodi più efficaci per vivere una vita straordinaria è imparare a gestire l’incertezza e uscire dalla cosiddetta “zona di comfort”.

Una delle strade migliori per imparare a scardinare le proprie certezze uscendo dal guscio protettivo della zona di comfort, e lo dico per esperienza personale, è indubbiamente il matrimonio multietnico.

L’espressione “matrimonio multietnico” è ovviamente un po’ generica e potrebbe anche riferirsi a qualcuno che vive al ridosso del confine di uno stato estero che sposa una persona del sesso opposto che abita a 30 metri dal confine. Uno che vive a Ponte Chiasso, in provincia di Como, per esempio, che sposa una svizzera italiana di Chiasso, di certo non affronta un grande shock culturale.

Ovviamente non è questo il tipo di “matrimonio multietnico” che aiuta ad uscire dalla zona di comfort, mi riferisco ovviamente al matrimonio tra persone che vengono da culture radicalmente diverse.

Io ho sposato una filippina e posso dire che probabilmente non esiste al mondo una cultura più antitetica rispetto al modello occidentale di quella filippina.

Potrebbe sembrare che la cultura filippina sia, rispetto a quella di altri paesi asiatici, una delle più vicine a quella occidentale per via della lunga colonizzazione spagnola e americana. Tuttavia, dietro all’apparente veste occidentale, si nasconde un sottobosco di idee, principi e tradizioni lontani anni luce dal mondo occidentale.

Un occidentale che sposa una filippina si viene pertanto a trovare in una situazione in cui viene costretto ad uscire dalla zona di comfort a matrimonio già avvenuto perché, all’inizio, c’è questa apparenza di occidentalita’ che inganna facilmente.

Vorrei brevemente condividere la mia esperienza riguardo a come ho trasformato lo shock culturale del mio matrimonio multietnico in un’opportunità per uscire dalla zona di comfort e mettere in discussione certezze che mi tenevano ancorato a schemi mentali rigidi e, siccome gli schemi mentali rigidi sono l’ostacolo principale per mantenere la propria pace e sanità mentale in tempi di incertezze e trasformazioni in campo socio-economico, ritengo che un’esperienza come il matrimonio multietnico “estremo” o, comunque, un’esperienza prolungata di vita a contatto con un ambiente molto “alieno”, sia estremamente utile a questo riguardo.

Un giorno di dicembre di 9 anni fa, mentre giravo per il centro commerciale di Rosales, Pangasinan, Filippine, sono entrato nella “National Book Store”, una delle principali catene di negozi di libri delle Filippine, tra l’altro molto ben fornita e li’ mi sono imbattuto in un libro che mi era stato raccomandato da un missionario tedesco che aveva vissuto 12 anni nelle Filippine. Il libro si intitola ” Culture Shock Philippines”. Nei due capitoli introduttivi il libro, senza tanti giri di parole, parla delle enormi sfide che si presentano dinanzi a chiunque decida si stabilire relazioni di lungo termine con i filippini (dubito che esista una traduzione in italiano del libro per cui ogni qual volta ne citero’ dei passaggi faro’ una mia traduzione).

Uno dei passaggi del primo capitolo del libro dice che “quando l’esposizione prolungata a una cultura aliena delude le loro aspettative alcune persone diventano frustrate e antagoniste….e….profondamente disorientate….si ritirano nel guscio protettivo della loro cultura e assumono un atteggiamento di arrogante superiorita’…demolendo l'”habitat” in cui loro stessi hanno deciso di vivere”.

Una situazione del genere si verifica ad esempio quando il partner occidentale viene a scoprire che per una filippina la famiglia estesa e’ importante quanto il matrimonio se non addirittura di piu’ (tant’e’ vero che nelle Filippine quando un figlio o una figlia si sposano, spesso costruiscono una nuova unita’ abitativa nel terreno che circonda la casa dei genitori creando cosi’ dei “compound” con tante case quanti sono i figli o le figlie sposati).

Un occidentale abituato a concepire il matrimonio come una situazione in cui uno lascia padre e madre e crea la propria unita’ familiare autonoma e limita i contatti con la famiglia estesa al minimo sindacale rischia di trovarsi molto spiazzato da questa e altre enormi differenze culturali che, come il titolo del libro sopracitato suggerisce, creano uno shock culturale che può dare luogo a grande frustrazione.

Un concetto che mi ha permesso di fare un enorme salto di qualità nella mia relazione e’ stato quello di TRASFORMARE LA FRUSTRAZIONE IN CURIOSITÀ e chiedermi costantemente, quando sorge uno scontro di culture frustrante: “cosa c’è di stimolante ed affascinante in questa situazione?”

Una delle domande più potenti che possono spostare il focus mentale di un occidentale che si sente la povera vittima del clan dei filippini che si intromette nella propria vita di coppia e non gli permette di godere di un matrimonio “come tutti gli altri” e’ proprio: “COSA C’E’ DI STRAORDINARIO IN QUESTA SITUAZIONE”? OPPURE “QUAL’ E’ L’OPPORTUNITÀ IN QUESTA SITUAZIONE”.

Domande del genere trasformano il senso di impotenza e frustrazione in curiosità che genera apertura mentale e spinge a cercare opportunità per apprezzare quegli aspetti della cultura ‘aliena’ che generano risentimento.

Cosa c’e’ di straordinario in questa situazione? Beh, forse il fatto che posso allargare la mente e uscire dalla mia “comfort-zone” culturale, forse il fatto che il clan che si intromette nella mia intimita’ forse potrebbe venirmi in aiuto in tempi di crisi economica o in caso di malattia o invalidita’.

Se ci poniamo le giuste domande troveremo risposte potenzianti che ci permetteranno di affrontare un matrimonio multietnico con la giusta attitudine mentale.

Così come ho imparato a chiedermi cosa ci fosse di affascinante in quegli aspetti del mio matrimonio multietnico che stavano sconvolgendo molte delle mie certezze, ho anche imparato a chiedermi “qual’e’ l’opportunità in questa situazione?” in altre situazioni, tipo la fase di trasformazione economica che stiamo vivendo e le conseguenti certezze che crollano una dopo l’altra

Gran parte della stabilità emotiva che sto riuscendo a mostrare a fronte di molte certezze socio-economiche che stanno crollando, la devo proprio al fatto di avere accettato le sfide del mio “particolare” tipo di matrimonio multietnico!

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