Come smettere di litigare nel matrimonio

Quando due persone che vengono da ambienti diversi trascorrono lunghi periodi di tempo a stretto contatto spesso i conflitti oscurano i momenti di gioia e intimità.

Nel mio caso, dato che mia moglie è asiatica, oltre alle differenze di fondo che ci sono tra un uomo e una donna, i litigi e le incomprensioni sono il risultato delle enormi differenze di mentalità.

Come si può cercare di ridurre al minimo i litigi e cosa sto cercando di fare io personalmente per creare un’atmosfera in cui i momenti di intimità superano i momenti di attrito?

Una potente metafora è quella della nave: cerco di partire sempre dal presupposto che attaccare mia moglie è come attaccare il proprio compagno di barca.

Se la barca sta affondando ha molto più senso che i passeggeri collaborino per evitare che la barca vada più a fondo piuttosto che vadano a cercare il colpevole e si accusino a vicenda perché, mentre cercano il colpevole la barca continua ad affondare e nessuno ci guadagna.

Sotto quest’ aspetto è interessante cha parola inglese tradotta relazione è relationship e si presta ad un interessante gioco di parole perché la parte finale del termine è ship che, per l’appunto, significa imbarcazione.

Però anche partendo dal presupposto che io e mia moglie siamo compagni di viaggio che non hanno alcun interesse a litigare l’imperfezione spesso prende il sopravvento e si finisce col litigare.

In linea di massima, dato che le donne sono più emotive degli uomini (e a questo bisogna anche aggiungere il ciclo mestruale) e, dato che mia moglie viene da un paese dove il tasso di emotività è più alto rispetto ai paesi occidentali, spesso è mia moglie a dare inizio alle discussioni.

Io sono una persona piuttosto pacifica e non amo le discussioni per cui, se possibile e pratico, cerco di sparire dalla circolazione quando l’atmosfera si carica di emotività.

Tuttavia allontanarsi non è sempre possibile o pratico, soprattutto se sono stato io a causare, anche involontariamente, l’irritazione di mia moglie e sono costretto a rimanere e ad ascoltarla.

In passato la mia tendenza era quella di difendere e giustificare ma, col tempo, mi sono reso conto che se uno attacca e l’altro minimizza o difende nessuno sta ascoltando e il litigio non si placa.

Quindi mi sono reso conto che la cosa migliore è che, anche se sono assolutamente convinto di non aver detto o fatto nulla di male, io rimanga in silenzio e ascolti quello che mia moglie ha da dire lasciandola finire di sfogare finché arriva al punto che continuare ad attaccare non ha più senso.

A volte però neanche questa strategia funziona perché lei non si accontenta che io rimanga in silenzio ma, al contrario, vuole a tutti i costi una risposta o una spiegazione.

In questo tipo di situazione applico il principio secondo cui il significato della comunicazione è la risposta che ottiene e mi scuso non per ciò che ho detto o fatto (se realmente non ho fatto o detto nulla di male) ma per l’impatto.

Questo di solito pone fine alla discussione.

Tuttavia a volte nemmeno questa strategia funziona perché mia moglie la percepisce come una forma di accusa velata (“io ho detto o fatto la cosa giusta, è colpa tua che hai capito male”).

Ci sono tutta una serie di principi e strategie che cerco di applicare per ridurre al minimo i litigi ma, realisticamente, mi rendo conto che una relazione sentimentale senza alcun tipo di attrito non fa parte di questo mondo.

Comunque, partendo dal presupposto che mia moglie è la mia compagna di viaggio, cercando di ascoltarla senza difendere e giustificare, cercando di scusarmi per l’impatto anche quando ho ragione io, sono riuscito negli ultimi anni a ridurre in modo significativo i litigi e le incomprensioni.

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