Come sono diventato un ascoltatore migliore

All’inizio del mio matrimonio multietnico avevo dato per scontato che non avrei avuto particolari problemi di comunicazione perché avevo un elevato livello di istruzione, conoscevo due lingue e, di conseguenza, potevo comunicare con mia moglie in due lingue e stavo addirittura imparando la lingua madre di mia moglie.

Essere in grado di comunicare con la mia moglie straniera in tre lingue ha sicuramente aiutato ad aiuta tuttora, ma ha ben poco a che fare con l’essere un buon comunicatore e questo discorso vale a prescindere dal fatto che il matrimonio sia interrazziale o meno.

La capacità di passare da una lingua all’altra quando parlo con mia moglie aiuta a trasmettere ciò che sto cercando di dirle in modo accurato perché, se non riesco a farle afferrare un concetto in una lingua, ne ho altre due di riserva e, ovviamente, questo vale anche al contrario, ovvero quando è lei a cercare di fare capire qualcosa a me.

Tuttavia, nel giro di pochi mesi dalla data del mio matrimonio, mi sono reso conto che avevo trascurato di arrivare al matrimonio preparato sotto l’aspetto decisamente più importante, ovvero quello di diventare un ascoltatore migliore.

Che essere un buon comunicatore implicasse ascoltare più che saper parlare bene e in più lingue era un concetto che più o meno avevo sentito ripetere parecchie volte ma, francamente, non gli avevo dato troppo peso.

Di conseguenza, poche settimane dopo il giorno del mio matrimonio, l’incapacità di dare a mia moglie la presenza mentale necessaria e di ascoltarla ha iniziato a da diventare molto corrosiva e a fare molti danni.

In realtà il fatto che potessi comunicare con lei in tre lingue non faceva che peggiorare le cose perché non potevo nemmeno usare la barriera linguistica come scusa o alibi.

Dopo circa dieci lunghi anni ho cominciato a svegliarmi e ad analizzare seriamente perché avevo questa debolezza e cosa potevo fare per superarla e sono giunto alla conclusione che la mia scarsa capacità di ascoltare dipendesse fondamentalmente dai seguenti fattori:

Mancanza di presenza

Una delle mie principali debolezze è la tendenza a far vagare la mente quando qualcun altro sta parlando. Questa è una debolezza che risale ai tempi della scuola e l’università: sono sempre andato bene a scuola ma non ascoltavo nulla di ciò che dicevano gli insegnanti e l’unica ragione per cui andavo bene è perché studiavo molto a casa ma questo implicava lavorare il doppio.

Il fatto che riuscivo comunque a ottenere buoni risultati mi ha portato a sottovalutare il problema.

Purtroppo nel matrimonio non funziona esattamente così e quando il coniuge parla e comunica un bisogno importante non gli si può dire di scrivercelo in un libro di testo che ci studieremo in un secondo momento.

Quando mi sono reso conto che la mia mancanza di presenza era la fonte di molti problemi e che i miei sforzi per imparare la lingua madre di mia moglie contavano molto poco, ho iniziato a lavorare molto seriamente per vincere questa debolezza.

Ho iniziato a sforzarmi di ascoltare non solo all’interno della famiglia ma in ogni situazione.

Non vado più a scuola o all’università da decenni ma frequento riunioni, seminari, corsi e ascolto audiolibri mentre guido la macchina.

Quello che ho fatto per migliorare la mia capacità di essere pienamente presente e vincere questa mia antica debolezza è stato esercitarmi deliberatamente a ripetere ad alta voce quello ho appena sentivo in ognuna di queste situazioni.

Ad esempio, se ascolto un audiolibro durante la guida, dedico circa cinque minuti quando fermo l’auto per ripetere ad alta voce i punti principali di ciò che ho sentito. Quando vado a una riunione o un seminario mi avvicino al relatore dicendogli due o tre cose specifiche che ho apprezzato.

Ho lavorato sotto questi aspetti per circa sei mesi e ho iniziato a notare grandi miglioramenti anche nel mio matrimonio e nella mia vita familiare in generale.

Tendenza a interrompere

Un’altra grande debolezza che ho è la tendenza a pensare a quello che dirò dopo mentre qualcun altro sta parlando, e di nuovo, questo non accade solo all’interno della famiglia ma anche quando vado a una riunione o un seminario: mentre ascolto un discorso di qualcun altro penso al discorso che devo fare io.

Qualche anno fa mi sono imbattuto in un libro intitolato “Communication Miracles for Couples” di Jonathan Robinson che dice che quando qualcun altro ci sta parlando e siamo concentrati su ciò che diremo dopo è come se stessimo dicendo qualcosa tipo : “Quello che hai da dire è così poco importante e una tale perdita di tempo per me che non vale la pena lasciarti parlare neanche qualche secondo, e quello che devo dire è così importante che, per non perdere il mio prezioso tempo, ti devo interrompere. ” (Capitolo 8). Questa frase mi ha colpito così tanto che ho provato un grande senso di vergogna e ho iniziato a lavorare molto seriamente sulla mia capacità di onorare e riconoscere ciò che mia moglie o altre persone stanno dicendo.

Difendere o giustificare

Un’altra debolezza che ho è la tendenza a difendere o giustificare piuttosto che ascoltare e onorare pienamente ciò che mia moglie sta cercando di dirmi riguardo a come si sente (soprattutto quando mi sta comunicando come un mio comportamento l’ha fatta sentire in un certo modo), e tanto più perché, il più delle volte, mia moglie non si limita a confidami i suoi sentimenti ma piuttosto li sfoga su di me con un eccesso di emotività (e le filippine sono donne piuttosto emotive).

Il problema è che quando qualcuno si sta sfogando e l’altro sta difendendo o giustificando nessuno sta veramente ascoltando.

Quindi ho imparato che qualcuno deve rompere questo schema negativo in cui nessuno sta ascoltando e ho sviluppato l’abitudine di ascoltare completamente mia moglie anche quando diventa eccessivamente emotiva e dice cose che feriscono.

Non lo faccio perfettamente, a volte perdo la calma ma ci sto almeno provando.

In conclusione posso dire che la mia esperienza matrimoniale mi ha insegnato che è fin troppo facile per una persona istruita e sofisticata (o che si ritiene tale) partire dal presupposto di non avere bisogno di imparare a diventare un miglior ascoltatore.

Il mio matrimonio multietnico mi ha dato lo stimolo per acquisire questa qualità che si è rivelata e si sta rivelando molto preziosa.

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