Come comunicare liberamente i propri sentimenti al proprio coniuge

Uno dei principali ostacoli che impediscono alle persone che sono in una relazione sentimentale di godere di vera intimità è la scarsa capacità di comunicare liberamente i propri sentimenti senza provocare una reazione negativa da parte del coniuge.

In realtà esistono delle modalità di comunicazione che ci possono permettere di comunicare liberamente qualsiasi cosa senza scatenare reazioni negative e senza chiudere la mente del coniuge.

Eliminare il tono di accusa

Uno degli errori che quasi tutti commettiamo, e che ho commesso anche io troppe volte, è quello di dire cose del tipo “quando hai detto/fatto quella cosa lì mi hai fatto sentire….”.

In questo modo stiamo accusando il partner di essere responsabile di come ci siamo sentiti e, generalmente, chi si sente sotto accusa chiude la mente.

Una maniera più efficace e che non fa sentire il partner sotto accusa è dire cose del tipo “quando hai detto/fatto quella cosa lì io l’ho interpretata (o io mi sono sentita/o)….”.

In questo modo non stiamo accusando il partner di essere il responsabile di come ci siamo sentiti e di conseguenza lui/lei non si sentirà sotto accusa e, pertanto, sarà molto più propenso/a ad ascoltare quello che abbiamo da dire.

Evitare di dire SEMPRE/MAI

Un’altra cosa che chiude la mente delle persone è quando le accusiamo di essere il tipo di persona che fa (o si astiene dal fare) sempre/mai una determinata cosa e diciamo cose del tipo: “ogni volta che torno a casa dal lavoro ti trovo a guardare video su YouTube e non mi guardi neanche”.

Ho scoperto, leggendo vari libri sulle relazioni di successo, che è molto più efficace essere specifici e dire una cosa tipo “quando venerdì sera sono tornato/a a casa e ho visto che non mi hai salutato mi sono sentito/a.…”.

In questo modo stiamo circoscrivendo il problema ad una situazione particolare e non stiamo accusando il partner di essere il tipo di persona che fa SEMPRE o MAI quella cosa, il che tende a chiudere molto la mente delle persone.

Non mettere mai in discussione la persona o la relazione

Essendo generici e non specifici stiamo mettendo in discussione la persona invece che risolvere una specifica situazione.

Una maniera molto efficace per comunicare al nostro coniuge che non stiamo mettendo in discussione la persona o la relazione è dire cose del tipo: “so che mi ami. Volevo solo chiarire che quando venerdì sera non mi hai salutato mi sono sentito/a….”.

Oppure si potrebbe dire: “quando venerdì sera non mi hai salutato mi sono sentito/a come se tu non mi amassi e so bene che non è vero“.

In questo modo stiamo ricordando al nostro coniuge che non stiamo mettendo in discussione la relazione nel suo insieme e che stiamo solo cercando di risolvere un problema specifico.

Usare la parola “e” invece di “ma”

Se diciamo “so che mi ami ma quando venerdì sera….” è come se stessimo dicendo “so che mi ami ma non mi ami”.

Diversi esperti di comunicazione dicono che sarebbe meglio usare “e” al posto di “ma” e dire ad esempio: “so che mi ami e siccome quando venerdì sera mi sono sentito/a….volevo chiederti se magari potresti prestare più attenzione….” oppure “so che mi ami e mi sentirei ancora più amato/a se……”.

Una delle cose che mi hanno aiutato immensamente a risolvere molti problemi di comunicazione nel mio matrimonio è stata la decisione di leggere quanto più materiale, tra libri, blog ecc, possibile su come comunicare efficacemente nel matrimonio, tanto più perché mia moglie viene da una nazione dove il livello di emotività è molto alto e quindi è molto facile che io dica cose che chiudono la sua mente.

Dato che una relazione sentimentale che funziona non si crea da sola, il consiglio che posso dare a chiunque sia in una relazione è quello di investire tempo ed energie per imparare a comunicare in una maniera che crea ponti e non barriere.

Come smettere di litigare nel matrimonio

Quando due persone che vengono da ambienti diversi trascorrono lunghi periodi di tempo a stretto contatto spesso i conflitti oscurano i momenti di gioia e intimità.

Nel mio caso, dato che mia moglie è asiatica, oltre alle differenze di fondo che ci sono tra un uomo e una donna, i litigi e le incomprensioni sono il risultato delle enormi differenze di mentalità.

Come si può cercare di ridurre al minimo i litigi e cosa sto cercando di fare io personalmente per creare un’atmosfera in cui i momenti di intimità superano i momenti di attrito?

Una potente metafora è quella della nave: cerco di partire sempre dal presupposto che attaccare mia moglie è come attaccare il proprio compagno di barca.

Se la barca sta affondando ha molto più senso che i passeggeri collaborino per evitare che la barca vada più a fondo piuttosto che vadano a cercare il colpevole e si accusino a vicenda perché, mentre cercano il colpevole la barca continua ad affondare e nessuno ci guadagna.

Sotto quest’ aspetto è interessante cha parola inglese tradotta relazione è relationship e si presta ad un interessante gioco di parole perché la parte finale del termine è ship che, per l’appunto, significa imbarcazione.

Però anche partendo dal presupposto che io e mia moglie siamo compagni di viaggio che non hanno alcun interesse a litigare l’imperfezione spesso prende il sopravvento e si finisce col litigare.

In linea di massima, dato che le donne sono più emotive degli uomini (e a questo bisogna anche aggiungere il ciclo mestruale) e, dato che mia moglie viene da un paese dove il tasso di emotività è più alto rispetto ai paesi occidentali, spesso è mia moglie a dare inizio alle discussioni.

Io sono una persona piuttosto pacifica e non amo le discussioni per cui, se possibile e pratico, cerco di sparire dalla circolazione quando l’atmosfera si carica di emotività.

Tuttavia allontanarsi non è sempre possibile o pratico, soprattutto se sono stato io a causare, anche involontariamente, l’irritazione di mia moglie e sono costretto a rimanere e ad ascoltarla.

In passato la mia tendenza era quella di difendere e giustificare ma, col tempo, mi sono reso conto che se uno attacca e l’altro minimizza o difende nessuno sta ascoltando e il litigio non si placa.

Quindi mi sono reso conto che la cosa migliore è che, anche se sono assolutamente convinto di non aver detto o fatto nulla di male, io rimanga in silenzio e ascolti quello che mia moglie ha da dire lasciandola finire di sfogare finché arriva al punto che continuare ad attaccare non ha più senso.

A volte però neanche questa strategia funziona perché lei non si accontenta che io rimanga in silenzio ma, al contrario, vuole a tutti i costi una risposta o una spiegazione.

In questo tipo di situazione applico il principio secondo cui il significato della comunicazione è la risposta che ottiene e mi scuso non per ciò che ho detto o fatto (se realmente non ho fatto o detto nulla di male) ma per l’impatto.

Questo di solito pone fine alla discussione.

Tuttavia a volte nemmeno questa strategia funziona perché mia moglie la percepisce come una forma di accusa velata (“io ho detto o fatto la cosa giusta, è colpa tua che hai capito male”).

Ci sono tutta una serie di principi e strategie che cerco di applicare per ridurre al minimo i litigi ma, realisticamente, mi rendo conto che una relazione sentimentale senza alcun tipo di attrito non fa parte di questo mondo.

Comunque, partendo dal presupposto che mia moglie è la mia compagna di viaggio, cercando di ascoltarla senza difendere e giustificare, cercando di scusarmi per l’impatto anche quando ho ragione io, sono riuscito negli ultimi anni a ridurre in modo significativo i litigi e le incomprensioni.

Cosa cerca una donna in un uomo?

Se esistesse la possibilità di convincere una donna a fare una lista nero su bianco delle cose che lei si aspetta da un marito il 99% dei problemi coniugali probabilmente sparirebbe.

Il problema è che non funziona esattamente così: una donna non si presenterà mai dal marito con una specie di “lista della spesa” in cui è chiaramente scritto nero su bianco cosa lei si aspetta che il marito faccia.

Benché questo semplificherebbe di molto il compito di un marito, la mia esperienza mi insegna che la donna si aspetta che il marito acquisisca un adeguato grado di sensibilità che gli permetta di decifrare le miriadi di segnali, spesso contraddittori, che la moglie trasmette.

Io ci ho impiegato anni a mettere giù una lista di quelle che ho compreso essere le cose che mia moglie si aspetta da me.

In realtà c’è una cosa che sono riuscito a capire prima ancora di sposarmi, il resto ci ho impiegato anni a capirlo.

La cosa che sono riuscito a capire prima di sposarmi, circa quello che rende un uomo attraente agli occhi di una donna, è che le donne sembrano essere particolarmente attratte da un uomo che ha tante opzioni o, in altre parole, un uomo che trasmette l’immagine di uno che non ha bisogno di entrare in una relazione con quella donna in particolare per essere felice.

Non mi riferisco necessariamente ad un uomo talmente affascinante da potersi permettere di scegliere la donna che vuole. Non è questo il concetto. Quello di cui sto parlando è un uomo che non ha particolarmente bisogno di essere in una relazione per avere una vita felice e significativa.

Il motivo per cui sono giunto a questa conclusione è che quando ho conosciuto mia moglie, benché fossi attratto da lei, non avevo nessuna intenzione di stravolgere la mia vita che aveva raggiunto il top della soddisfazione.

Facevo volontariato internazionale, giravo il mondo e facevo viaggi all’estero anche tre volte l’anno, avevo una grande passione per l’escursionismo, stavo mettendo da parte diversi soldini…. insomma non avevo intenzione di stravolgere la mia confortevole situazione e opponevo molta resistenza all’idea di sposarmi.

E questa è stata una delle cose che, secondo me, mi ha reso attraente agli occhi di mia moglie, cioè il fatto che trasmettevo l’idea di quello che non entra in una relazione per soddisfare una fame emotiva. Francamente stavo bene e non avevo alcun bisogno di sposarmi.

La fase che ha preceduto il mio fidanzamento mi ha quindi insegnato (almeno questa è la conclusione che ho tratto) che

  • Le donne sembrano essere particolarmente attratte da un uomo che ha uno scopo nella vita che è più grande di una relazione sentimentale

La seconda conclusione che ho tratto (dopo anni) circa ciò che una donna desidera in un uomo è collegata a ciò che dicevo nell’introduzione e cioè che

  • Una donna desidera che sia l’uomo ad interpretare ciò di cui lei ha bisogno e non sarà mai lei a dirglielo o a metterglielo nero su bianco
  • Una donna cerca un uomo che soddisfi il suo bisogno di connessione emotiva quando lei ne ha bisogno e che sia disposto a lasciar perdere impegni urgenti per darle questa connessione quando serve a lei e non quando lui è libero

Venerdì scorso ho praticamente dovuto lasciar perdere una chat con un potenziale cliente che poteva portarmi del lavoro importante perché mia moglie aveva bisogno di un massaggio….

  • Per una donna le piccole cose contano più delle grandi cose

Se volessi fare una lista di esempi dovrei scrivere un libro più che un post però, tanto per fare un esempio spicciolo, potrei menzionare il fatto che, nella mia logica di uomo razionale, se io mi alzo la mattina presto e lavoro tutto il giorno ci può anche stare che nella fretta dimentico di chiudere il coperchio della tazza del wc. Il coperchio della tazza del wc è una piccola cosa nei confronti del lavoro a tempo pieno che faccio per la famiglia (anche mia moglie lavora, sto solo facendo un esempio per mettere in risalto il concetto) però la mia esperienza mi insegna che per una donna una cosa grossa come il fatto di aver lavorato tutto il giorno può diventare insignificante se ci si è scordati la “piccola” cosa di chiudere il coperchio della tazza.

  • Una donna vuole essere ascoltata e non vuole soluzioni

Questo è un concetto che si trova più o meno in tutti i libri sulle relazioni e confermo che le cose stanno effettivamente così e devo anche dire che per un uomo abituato a cercare soluzioni ai problemi questo concetto è più facile da capire che da applicare.

Bene, queste sono alcune delle idee che mi sono fatto circa ciò che una donna desidera in un uomo.

In futuro cercherò di allungare la lista….

In una relazione sentimentale è meglio essere in pace o avere ragione?

Astenersi dal far valere le proprie ragioni a tutti i costi e creare prima intimità è una delle cose più efficaci per avere un matrimonio felice

È stato detto molte volte e in molti modi che se sei in una relazione intima devi costantemente porti la domanda: “Voglio avere ragione o voglio essere in pace in questa situazione?”

Perché l’insistenza sull’avere ragione ostacola l’intimità.

L’autore di un libro intitolato “Communication Miracles for Couples”, Jonathan Robinson, dice qualcosa di molto interessante in quel libro (purtroppo non esiste una versione italiana del libro): “La cattiva notizia è che, se vuoi una relazione felice e amorevole, dovrai rinunciare a qualcosa: la tua insistenza sull’ avere ragione. Quando insisti di avere ragione, ciò che comunichi indirettamente al tuo partner è che lei o lui ha torto. Semplicemente non puoi insistere sull’avere ragione (che è una forma di accusa) e avere intimità allo stesso tempo. Credimi, ci ho provato. È come cercare di avere contemporaneamente il buio e la luce nella stessa stanza. La buona notizia è che, se sei disposto a lasciar andare le tue ragioni puoi facilmente sperimentare un livello molto elevato di amore, armonia e appagamento nella tua relazione “.

Attaccare e accusare le persone con cui si ha una relazione crea separazione mentre se si sceglie di essere in una condizione di amore e pace e di lasciar andare la necessità di avere ragione si crea intimità .

Quando scegliere di essere in pace e in una condizione di amore piuttosto che nel giusto è complicato

Nel mio caso particolare applicare questo principio è particolarmente complicato. Io sono sposato con una filippina e, un occidentale sposato con una donna che viene da un paese in via di sviluppo, è fondamentalmente sposato con una donna che gestisce la sua vita secondo la stessa mentalità che è responsabile del fatto che il suo paese si trova in una condizione di arretratezza socio-economica.

La mentalità filippina è caratterizzata da molti aspetti che ostacolano il progresso del paese e, ad essere onesti, anche il progresso socio-economico di molti filippini che vivono in paesi più sviluppati. È quindi inevitabile che il coniuge occidentale si senta di essere dalla parte della ragione in tutte quelle situazioni (tipo la gestione del budget) in cui la mentalità del coniuge che viene da un paese meno sviluppato rischia (tra virgolette) di “fare danni”.

Come nel caso del matrimonio multietnico, molti altri matrimoni possono essere caratterizzati da situazioni in cui uno dei due coniugi può obiettivamente avere “ragione” in determinate situazioni (ad esempio se l’altro partner si mostra irresponsabile nella gestione del denaro, è incline a fare debiti, fuma, beve ecc.) e, pertanto, questo consiglio, che spesso si trova nei libri che parlano di relazioni, di preferire il ‘volemose bene’ all’avere ragione, può sembrare irragionevole e difficilmente applicabile.

Del resto non è forse vero che il vero amico e compagno è colui che aiuta il partner a migliorarsi? Non è forse vero che se io entro in una relazione devo creare valore aggiunto e aiutare il mio partner a diventare una persona migliore? Se chiudo un’occhio su cose che non vanno nel mio partner in nome del ‘volemose bene’ che contributo sto dando alla sua vita?

Perché un tono accusatorio rende la comunicazione nel matrimonio inefficace

Jonathan Robinson continua il suo ragionamento dicendo “il fatto di sentirsi dalla parte della ragione può gradualmente insinuarsi nell’intero modo in cui le coppie parlano tra loro” e questo è il punto: scegliere di essere in pace piuttosto che avere ragione non vuol dire ‘volemose bene’ e chiudere gli occhi di fronte a situazioni che vanno corrette ma semplicemente rendersi conto del fatto che essere costantemente focalizzati sulle proprie ragioni e sui torti del partner crea emozioni negative che portano poi a comunicare con un tono costantemente accusatorio che non porta da nessuna parte e produce, come unico risultato, quello di chiudere la mente del proprio coniuge.

Cosa significa realmente scegliere di essere in pace piuttosto che avere ragione

Nel mio caso particolare, almeno come io ho capito il concetto e come io sto cercando di applicarlo, rinunciare alle mie “ragioni” in favore della pace e dell’intimità vuol dire coltivare la capacità di aiutare il coniuge a crescere e adottare degli standard leggermente più da “primo mondo” senza usare un tono di accusa, che renderebbe inefficace il modo in cui dico le cose che devono essere dette e chiuderebbe la mente della mia moglie straniera e la renderebbe ancora più radicata nelle abitudini che io considero poco costruttive, tanto più perché i filippini sono un popolo particolarmente incline a chiudere la loro mente quando sentono che qualcuno gli sta facendo la predica.

Quindi, come marito italiano di una filippina, sono giunto alla conclusione che, indubbiamente, la mia responsabilità è quella di essere il vero amico che tira fuori il meglio dalla sua moglie straniera e l’aiuta a separarsi dagli aspetti della sua cultura e mentalità che ostacolano il suo progresso come persona. Sento di avere la responsabilità di aiutare mia moglie a fare ciò che è giusto, ma devo trovare un modo per farlo venendo da una posizione di amore, intimità, connessione e ‘rapport’ e prestando particolare attenzione al modo in cui comunico la cosa che, a mio avviso, mia moglie dovrebbe cambiare.

Dale Carnegie nel suo libro “Come trattare gli altri e farseli amici” scrisse che “se vuoi raccogliere il miele non devi dare un calcio all’alveare”.

Quindi, lungi dall’essere un invito a chiudere gli occhi di fronte a problemi seri del coniuge e gestire le situazioni alla ‘volemose bene’, il principio di cercare di essere in pace piuttosto che avere ragione vuol dire coltivare l’arte di far valere le proprie (oggettive) ragioni venendo da una posizione di apprezzamento, empatia, amore e intimità e rendersi conto che cercare di convincere il proprio coniuge a fare la cosa giusta attaccando, incolpando, offendendo e insultando non produce risultati.

Un notevole libro su come risolvere in tempi rapidi i problemi di comunicazione nel matrimonio

Uno dei miei obiettivi in questo blog è condividere idee e strategie che mi hanno immensamente aiutato a portare il mio matrimonio ad un livello molto più alto.


Io sono in un matrimonio interrazziale e questo tipo di relazione è particolarmente complicata, in quanto, oltre alle sfide che caratterizzano qualsiasi tipo di matrimonio, il matrimonio multietnico presenta tutta una serie di altre sfide legate allo shock culturale, e quindi ho deciso di leggere regolarmente quanti più libri possibile su come avere una relazione che funziona.

Uno dei libri che mi hanno aiutato immensamente a migliorare la mia vita sentimentale è un libro in cui mi sono imbattuto un paio di anni fa, scritto da uno psicologo americano di nome Jonathan Robinson.
Il libro si intitola “Miracoli di comunicazione per le coppie” (al momento non credo esista una traduzione in italiano ma per chi conosce l’inglese vale veramente la pena leggerlo).

Come afferma il dottor Robinson, la maggior parte di noi è più a conoscenza di come riparare un’auto che di come funziona la comunicazione efficace e, purtroppo, pochissime persone investono tempo di qualità nell’apprendimento di come comunicare efficacemente con il coniuge.

La cosa veramente notevole di questo libro è il fatto che, applicando i suggerimenti che si trovano nelle primissime pagine, si possono immediatamente iniziare a notare cambiamenti incredibili nella propria relazione, anche se la relazione ha sofferto a lungo delle cattive conseguenze della scarsa capacità di comunicare, che è la ragione numero uno per cui molte relazioni falliscono.

In realtà spesso i problemi di comunicazione non vengono fuori nel lungo periodo ma si manifestano subito: all’inizio della mia relazione ero un pessimo comunicatore e, come generalmente fanno gli uomini, ero solito dare consigli a mia moglie senza prima aver messo a fuoco e capito a fondo i suoi sentimenti.

Il libro sottolinea l’importanza di dare al nostro coniuge 3 cose assolutamente indispensabili affinché il nostro coniuge sia disposto ad aprirsi e ad ascoltare quello che abbiamo da dirgli: riconoscimento, apprezzamento e accettazione.

C’è un passaggio interessante nel primo capitolo che dice (come ho detto il libro è in inglese quindi cercherò di fare una traduzione più accurata possibile): “Se il tuo partner è molto turbato, la chiave per convincerlo ad ascoltare quello che hai da dire è dargli una notevole quantità di riconoscimento, apprezzamento e accettazione (in inglese tre A: Acknowledgement, Appreciation e Acceptance).
Le tre “A” sono come depositi nel conto bancario di autostima del tuo partner. Quando dai al tuo compagno le tre “A”, il suo “saldo” nella sua banca di autostima aumenta temporaneamente. Man mano che il suo saldo bancario aumenta, il tuo coniuge diventerà naturalmente più amorevole, più generoso e più capace di ascoltare. Pertanto, quando il tuo partner si sente stressato, la cosa migliore che puoi fare è effettuare un “deposito” sul suo conto bancario di autostima. Quasi come per magia, egli diventerà più ben disposto verso di te. Siccome è più capace di ascoltarti con amore, anche tu ti sentirai meglio. Il ciclo distruttivo sarà finito ”.

Il motivo per cui il nostro partner è spesso riluttante ad ascoltare ciò che abbiamo da dire è perché non riusciamo ad immedesimarci in ciò che egli sta provando e diciamo cose che non tengono conto dei suoi veri sentimenti.

In passato ho commesso questo errore troppe volte: in molte occasioni ho detto o fatto cose che hanno creato resistenza e risentimento in mia moglie (mia moglie proviene da una cultura caratterizzata da un alto livello di emotività), cose che dal mio punto di vista erano di poco conto ma che invece per mia moglie erano fonte di irritazione e ho minimizzato la sua irritazione con espressioni del tipo “ma dai”, “falla finita”, “ti arrabbi troppo facilmente per cose di poco conto” o qualcosa del genere.

Il concetto che il dott. Robinson trasmette nel suo libro è che se il nostro coniuge è arrabbiato, invece di respingere o minimizzare il suo  turbamento o la sua irritazione dobbiamo onorare e riconoscere pienamente il suo diritto di sentirsi turbato.

Il Dr. Robinson offre uno strumento di comunicazione molto potente chiamato “formula di riconoscimento” (in inglese “acknowledgment formula):

MI SEMBRA DI CAPIRE CHE TU….

IMMAGINO CHE TU TI SENTA VERAMENTE….

MI DISPIACE CHE TU TI SENTA COSÌ


In questo modo, invece di minimizzare e ignorare i sentimenti del nostro coniuge li stiamo ONORANDO, RICONOSCENDO E VALIDANDO e questo rende il nostro coniuge molto più propenso ad ascoltare quello che abbiamo da dire.

Oltre al riconoscimento, il libro parla di altre due qualità che sono l’ Apprezzamento (che significa apprezzamento specifico, poiché l’apprezzamento vago e generico fa poco effetto) e Accettazione.

Io, come ho detto, sono in un matrimonio interrazziale e la cultura di mia moglie è caratterizzata da molte cose che sono difficili da accettare per un occidentale, ma se voglio che il mio matrimonio prosperi non posso demolire l’ambiente che io stesso ho scelto di sposare. La cultura filippina è quella che è e l’unico modo in cui posso aspettarmi di avere un matrimonio che funziona è accettare la cultura del mio partner così com’è senza resistenza.

In qualsiasi tipo di matrimonio è indispensabile riconoscere e accettare che il nostro coniuge è quello che è e non quello che NOI VORREMMO CHE FOSSE.


La formula delle tre A ha creato miracoli nel mio matrimonio e il mio consiglio per tutti coloro che hanno una relazione intima è quello di imparare a praticare Apprezzamento, Riconoscimento e Accettazione e penso che “Miracoli di comunicazione per le coppie” del Dr. Robinson sia una grande risorsa per imparare a praticare queste tre qualità assolutamente indispensabili per il successo di una relazione sentimentale.

“COMMUNICATION MIRACLES FOR COUPLES” DEL DR. JONATHAN ROBINSON (Il seguente link è un link di affiliazione e se lo utilizzi per effettuare un acquisto guadagnerò una commissione)