Come imparare a mostrare più empatia

Il titolo di questo post non è “come avere empatia”. Non possedere questa qualità rende molto problematico essere in una relazione sentimentale e, più in generale, avere qualsiasi tipo di relazione.

Il titolo è “come imparare a mostrare empatia.

Come ho menzionato in alcuni post precedenti, io sono un tipo alquanto introverso. Come ho scritto in un post sull’argomento essere introversi non solo non è un ostacolo ad avere un matrimonio felice ma, al contrario, può rivelarsi un grosso vantaggio.

Un aspetto negativo della mia introversione è però il fatto che, benché io provi molta compassione e interesse per il prossimo, spesso faccio fatica a mostrare empatia.

E, soprattutto in una relazione sentimentale, provare empatia non basta se non si è in grado di esternarla.

Un mio problema strettamente connesso alla mia scarsa capacità di proiettare all’esterno l’immagine di una persona empatica è anche il fatto che, sin da piccolo, ho sempre avuto la tendenza a fare vagare la mia mente quando gli altri parlano. Questo succedeva a scuola, succede quando partecipo ad un’assemblea di condominio, a un seminario, a un’adunanza religiosa, a una riunione di lavoro, in una riunione a scopo di svago e in qualsiasi altra situazione in cui altri parlano e sarebbe opportuno ascoltare.

Dato che la mia scarsa capacità di ascoltare è intimamente legata alla mia scarsa capacità di far percepire agli altri che mi interesso di loro, ho cominciato a lavorare in modi pratici per vincere questa mia debolezza.

Per esempio (come ho già detto nel mio post su come ho imparato ad essere un miglior ascoltatore) mi sono imposto di andare ai vari meeting, seminari, assemblee e quant’altro che frequento con la precisa intenzione di ascoltare almeno tre punti e poi avvicinare l’oratore per dargli un preciso feedback su questi tre punti.

Ho iniziato a fare la stessa cosa alle feste e i party (e avendo una moglie filippina frequento tantissimi party pieni di gente): mi sono imposto di sedermi vicino ad un gruppo di persone intente a conversare del più e del meno, anche se la conversazione mi sembra superficiale, e ascoltare almeno tre cose che vengono dette e intervenire nella conversazione almeno tre volte.

Ho praticato questa cosa per circa sei mesi e ho visto grandi cambiamenti anche nel modo in cui mi pongo nei confronti di mia moglie.

Ora quando lei parla cerco di ripetere immediatamente quello che ha appena detto e in questo modo trasmetto l’idea di quello che sta mostrando empatia e interesse personale.

Mia moglie ovviamente sa che io sono un tipo introverso e che, anche se faccio fatica ad esternare le emozioni le provo (altrimenti non mi avrebbe sposato).

Tuttavia lei si aspetta che io mi dia da fare per lavorare sulle mie debolezze, anche perché i filippini hanno una forte cultura della famiglia allargata e, anche se mia moglie può sopportare e tollerare la mia scarsa capacità di esternare le emozioni, questo crea problemi nei miei rapporti con la famiglia estesa e, di riflesso, nel matrimonio stesso.

In questi 17 anni di matrimonio ho fatto numerosi progressi e questo dimostra che non esistono debolezze innate su cui non si possa lavorare e che non si possano superare.