Dovrei trasferirmi in un paese dove l’assistenza sanitaria è migliore?

Cibo servito in un ospedale italiano

L’ispirazione per questo post l’ho avuta andando a trovare mia madre ricoverata in un ospedale pubblico per due mesi consecutivi.

Qui in Italia l’assistenza sanitaria è relativamente di elevata qualità e (relativamente) gratuita.

Mia moglie viene invece dalle Filippine, un paese dove l’assistenza sanitaria è prevalentemente privata, per cui molti italiani che vivono in Filippine e molti filippini, che hanno lavorato in Italia e che ora vivono in Filippine con la pensione italiana, tornano in Italia per curarsi.

E una delle cose che trattengono molti immigrati filippini dal tornare al loro paese è appunto il discorso dell’assistenza sanitaria che in Italia è indubbiamente più vantaggiosa.

Però osservando mia madre in questi due mesi ho tratto alcune conclusioni interessanti riguardo a se si possa dire che qui nel mondo occidentale siamo veramente più privilegiati ad avere l’assistenza sanitaria gratuita e di qualità.

Mia madre ha avuto una vita discretamente agiata, non ha mai lavorato e non aveva praticamente altro da fare (una volta che io e mio fratello abbiamo messo su famiglia) che prendersi cura di se stessa e lo stesso vale per mio padre che è andato in pensione con una buona pensione a 54 anni, con quattro case di proprietà e soldi in banca.

Eppure i miei genitori, pur avendo una buona situazione economica e pur vivendo in un paese dove l’assistenza sanitaria è gratuita, appena superati i 50 anni erano già da rottamare.

Mio padre è morto a 73 anni di età trascorrendo gli ultimi 20 anni da malato cronico e mia madre è in una situazione molto simile.

Andando a visitare mia madre in ospedale ho inoltre notato alcune cose interessanti riguardo a fino a che punto il sistema sanitario sia in grado di elevare il livello medio della salute.

A mia madre (che è diabetica) venivano sistematicamente serviti pane bianco, pasta e patate che non sono esattamente il cibo ideale per tenere sotto controllo la glicemia.

Ovviamente mia madre ci metteva anche del suo perché, non contenta del cibo dell’ospedale, andava in continuazione al bar interno dell’ospedale a comprare cornetti, tramezzini e quant’altro (e, cosa interessante, nello stesso bar c’erano medici e altro personale sanitario che compravano più o meno le stesse cose…).

La situazione dei miei genitori mi porta a concludere che vivere in un paese industrializzato e che offre elevati standard di assistenza medica non rende le persone più piene di salute e vitalità e spesso i medici stessi, oltre a limitarsi in molti casi a prescrivere cure più che a indirizzare i pazienti verso un percorso di vera prevenzione, non danno un grande esempio sotto l’aspetto dell’alimentazione e alcuni fumano addirittura.

Gli immigrati filippini (e di altre etnie…io conosco soprattutto i filippini) sono, nella quasi totalità dei casi, persone che non approfittano per niente dei vantaggi offerti dal vivere in un paese dove si guadagna di più e dove la sanità è gratuita.

La maggior parte di loro spende il denaro per mangiare al fast-food, per comprare superalcolici, bibite gassate e altre americanate (le Filippine sono una ex colonia degli USA).

Il risultato è che il filippino medio che vive nel nostro paese non è più in salute del filippino che rimane al suo paese dove l’assistenza sanitaria pubblica è quasi inesistente o comunque di scarsa qualità e quantità.

Tutto ciò mi porta a concludere che spesso non è il fatto di vivere in un paese che offre elevati standard di assistenza sanitaria a fare la differenza in termini di salute e vitalità ma le scelte che si fanno.

La situazione di milioni di italiani afflitti da vari problemi (spesso autoinflitti) e la situazione di migliaia di immigrati che non hanno per niente fatto il salto di qualità in termini di salute ne sono purtroppo la chiara dimostrazione…