Le Filippine sono un paese asiatico?

(versione italiana del mio corrispondente articolo in inglese)

La prima volta che misi piede nelle Filippine tornai a casa con la sensazione molto forte di non avere visto pressoché nulla dell’Asia.

Quando si pensa all’Asia vengono in mente scritte con caratteri cinesi o giapponesi, templi buddisti, tigri ed elefanti e cose di questo genere.

Ebbene, nelle Filippine non esiste nulla di tutto ciò.

Le Filippine sono uno strano amalgama di Asia, Polinesia, America Latina e U.S.A. dove i segnali stradali o i cartelloni pubblicitari sono scritti con i caratteri dell’alfabeto latino, ci sono chiese della cristianità, c’è un misto di grattacieli in stile americano e architettura spagnola e isole dall’atmosfera polinesiana dove la popolazione ha un aspetto simile a quello degli abitanti delle isole del Pacifico e il paesaggio ricorda più la Polinesia che l’Asia.

Ma come mai il viaggiatore che si trova per la prima volta a visitare le Filippine si trova così disorientato al punto di non riuscire a capire se si trova in Asia, in Polinesia o in America del nord o del sud?

Le Filippine non sono attaccate al continente asiatico

Dal punto di vista geografico le Filippine sono effettivamente più delle isole del Pacifico che parte del continente asiatico, dato che si trovano circa a metà strada tra il continente e la Micronesia.

La popolazione delle Filippine è affine a quella delle isole del Pacifico

I filippini, dal punto di vista etnico, appartengono al gruppo malese-polinesiano.

In sostanza i filippini appartengono allo stesso gruppo di origine malese che ha popolato anche le isole del Pacifico (come ad esempio i maori della Nuova Zelanda).

Inoltre le lingue parlate nell’arcipelago, come ad esempio il Tagalog, che è la lingua principale, fanno parte del gruppo delle cosiddette Austronesian languages che è lo stesso al quale appartengono diverse lingue parlate nelle isole del Pacifico.

Perché le Filippine sono considerate parte dell’Asia?

Un motivo importante per il quale le Filippine sono considerate Asia e non Polinesia, nonostante siano, dal punto di vista etnico, linguistico e paesaggistico, più Polinesia che Asia, è che, mentre le isole del Pacifico non hanno praticamente alcun contatto con il continente asiatico, le Filippine sono state esposte nel corso dei secoli ad una massiccia immigrazione cinese e araba.

Il commercio nelle Filippine è in gran parte nelle mani dei cinesi, i cinesi hanno enormemente influenzato la cucina filippina (anche se il cibo filippino risente anche fortemente dell’influenza spagnola) e anche parte della terminologia Tagalog relativa ai rapporti familiari è di origine cinese.

Gli arabi hanno islamizzato una parte importante della regione più meridionale delle Filippine, ovvero l’isola di Mindanao.

Quindi, dato che le Filippine, a differenza delle isole del Pacifico, sono state e sono tuttora molto più esposte all’influenza di altri paesi asiatici, ha più senso classificarle come paese asiatico.

La colonizzazione spagnola e americana

Si dice che i filippini abbiano “vissuto 300 anni in un convento e 50 anni a Hollywood”.

Questa espressione si riferisce al fatto che le Filippine sono state sottoposte per 300 anni alla dominazione spagnola, e questo spiega l’alfabeto latino e la cristianizzazione dell’arcipelago, e per 50 anni a quella degli U.S.A., e questo spiega perché nelle Filippine ci sono grattacieli, mega centri commerciali ed enormi catene di fast-food e perché l’inglese è lingua ufficiale nelle Filippine.

Tutti questi fattori hanno contribuito a creare un paese assolutamente fuori dai canoni e dove il viaggiatore non ha idea di dove si trova, un paese che è un po’ Polinesia, un po’ Asia, un po’ America e un po’ Spagna (o meglio America Latina dato che le Filippine, durante la dominazione spagnola, non sono state governate direttamente dalla Spagna ma attraverso il Messico).

Motivo in più per includere le Filippine nei propri programmi di viaggio!

Una chiesa cattolica nella provincia di Bulacan
Richiami asiatici: una tipica risaia nella parte centrale dell’isola di Luzon
Architettura americana nella zona di Makati
Noodles
Il romanzo “Noli Me Tangere” scritto originariamente in lingua spagnola dallo scrittore filippino José Rizal
Atmosfere polinesiane

Contrasti paesaggistici e climatici nelle Filippine: dai tropici alle foreste di pini in due ore!

Nella parte centro-settentrionale dell’isola di Luzon, la principale delle isole che compongono l’arcipelago delle Filippine, esiste una zona, compresa tra le province di Pangasinan, La Union e Benguet, dove si può passare da scenari tipicamente tropicali, con tanto di spiagge bianche e scogliere coralline, ad un microclima temperato dove si possono trovare chalet in stile alpino e boschi di pino in circa due o tre ore.

In teoria questo sbalzo climatico si può anche fare in un’oretta circa partendo dalla costa della provincia di La Union e raggiungendo Baguio City, a circa 1500 metri di altezza, dove il clima e la vegetazione hanno poco a che fare con il contesto tropicale della fascia costiera.

Tuttavia, dato che le spiagge di La Union non sono il massimo, se si vuole veramente vedere il contrasto tra scenari da paradiso esotico e scenari quasi alpini, conviene partire da Bolinao e le One Hundred Islands, nella provincia di Pangasinan, per poi arrivare a Baguio che dista più o meno due o tre ore di auto.

Gran parte delle Filippine è caratterizzata dalla massiccia presenza di montagne, tuttavia la Cordillera, dove si trova Baguio City, la capitale estiva delle Filippine, è caratterizzata da un clima che ricorda molto quello delle zone temperate e da scenari di tipo “europeo”. Tutto ciò a pochi chilometri dalla sabbia bianca e gli isolotti corallini di Pangasinan.

Un motivo in più per scegliere le Filippine per le proprie vacanze esotiche!

Foreste di pini e chalet a Baguio City
Sabbia bianca alle One Hundred Islands

Eruzione del Vulcano Taal nelle Filippine

Come avrete avuto modo di apprendere dai media in questi giorni, le Filippine sono alle prese con l’eruzione del vulcano Taal.

Il vulcano Taal è un luogo piuttosto insolito ed è in assoluto uno dei posti più interessanti da visitare nelle Filippine.

La caratteristica particolare di questo vulcano è quella di essere situato su un’isola in mezzo ad un lago di origine vulcanica. Si tratta quindi, in altre parole, di un vulcano nel vulcano.

Il motivo per cui il livello di allerta sta salendo è perché esiste il rischio di una violenta esplosione del vulcano.

Una buona fetta della comunità filippina di Roma viene dalla provincia di Batangas, dove il lago è situato, e conosco diverse persone che hanno casa nelle immediate vicinanze del lago e un mio carissimo amico ha addirittura una casa sulla riva del lago nel paese di Talisay.

Un’aspetto interessante è che, non lontano da Roma, esiste un lago che ha una vaga somiglianza con il lago Taal: sto parlando del lago di Vico, che è un lago di origine vulcanica che contiene al suo interno (anche se non si tratta di un’isola) un altro vulcano (estinto e non attivo come il Taal) noto come Monte Venere.

Un’altro aspetto interessante è che nel comune di Ronciglione, vicino al lago, c’è una piccola comunità di filippini.

Al di là di queste piccole “curiosità”, come marito di una filippina e come assiduo frequentatore della comunità filippina di Roma, mi auguro che non accada il peggio.

Il “lago Taal” di Roma o lago di Vico
Filippini al lago di Vico

Cosa Visitare nelle Filippine

Le One Hundred Islands
Entroterra dell’isola di Luzon

Essere sposati con una filippina offre l’opportunità di visitare uno dei paesi più affascinanti che esistano sulla faccia della terra.

Tuttavia, benché avere una moglie filippina costituisca un vantaggio sotto l’aspetto economico (andando a casa sua si ha l’alloggio gratis e si può usufruire di tariffe aeree agevolate alle quali hanno diritto gli OFW o Overseas Foreign Workers), bisogna anche tenere conto che molto probabilmente il suo paese di origine potrebbe essere situato in qualche anonima zona rurale dell’entroterra e non essere né bello né interessante sotto l’aspetto turistico.

Dato che una filippina torna a casa per stare con i parenti e dato che per i filippini la famiglia estesa si trova in cima alla lista delle priorità, uno straniero sposato con una filippina deve mettere in preventivo che dovrà trascorrere una buona fetta del viaggio nelle Filippine nel paese di origine della moglie.

Io mi posso considerare abbastanza privilegiato perché, nonostante il paese di origine di mia moglie sia piuttosto lontano dalle spiagge di sabbia bianca e le barriere coralline, non molto lontano da casa sua c’è una vasta regione montagnosa ricoperta da una foresta pluviale vergine e dove ci sono diversi fiumi che formano laghetti e cascate. Quindi nel mio caso, il fatto che durante i miei viaggi nelle Filippine il mare l’abbia visto relativamente poco (poco ma molto buono) è stato compensato dal fatto che ho potuto visitare zone selvagge e pressoché inaccessibili agli altri turisti.

Tuttavia non è sempre così e, in linea di massima, non è una grande idea per un occidentale sposato con una filippina andare nelle Filippine senza un piano e pensando di utilizzare il paese della moglie come base per esplorare il paese.

Muoversi dal paese di origine della moglie potrebbe essere molto complicato in quanto potrebbe non esserci la possibilità di affittare una macchina e avventurarsi da soli sui mezzi pubblici potrebbe essere rischioso.Quindi, a meno che nei paraggi del paese di origine della propria moglie non ci siano posti interessanti, la cosa migliore è arrivare a Manila, non lasciare affatto l’aeroporto ma prendere il primo volo per qualche località di interesse turistico nella quale farsi la vacanza vera e propria e poi recarsi al paese di origine della moglie mettendo in preventivo che da lì potrebbe poi essere molto complicato spostarsi.